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CONTATTO

(incursione performativa urbana)


concept e coreografia
Lorenzo Giansante
danza e materiali coreografici Caterina Cocco e Martina Paci
sound design Alex Dolby
con il supporto di SCUP - Sport Cultura Popolare

(durata 18' circa)

ISCUPSIONE03

VENERDì 30 SETTEMBRE
Via della Stazione Tuscolana, 84 - Roma
Corpi e DesideriO Festival @ Scup

> h 22:00

MOBILITIAMOCI PER SCUP!!!
Programma completo del festival
Dal post-lockdown della primavera 2020, quando da fine maggio la gente dei quartieri romani ha iniziato a riversarsi nei parchi cittadini, c’è stata una riappropriazione massiva di quei luoghi pubblici e condivisi, che portava con sé il desiderio di tornare comunità, di riattivare i corpi, il respiro, i sensi, tornare a guardare in faccia gli altri e capire come riprendere un “contatto”.
Riattivai in quel momento il mio laboratorio di ricerca performativa che era stato interrotto dal lockdown, spostandolo all’aperto nel parco e proponendo di continuare il lavoro senza l’utilizzo del contatto fisico. La compresenza che si è venuta a creare fra la gente, che chiacchierava, passeggiava, faceva sport, e noi che danzavamo sul prato esponendoci totalmente, ha generato una forte connessione, ricollegando in modo semplice e diretto, ma forse più potente che in analoghe situazioni del passato, il Pubblico e l’Arte. Abbiamo continuato a recarci nei parchi e a mantenere viva la ricerca artistica, iniziando ad elaborare materiali per un lavoro performativo.

Da tutto ciò è nato CONTATTO, un’azione urbana che vuole andare ad incontrare la gente in luoghi dove si attivano tentativi spontanei di rigenerazione di comunità.
 
Nonostante il titolo, non ci sarà contatto fra i corpi delle due performer in scena, perché il contatto è evocato nella sua assenza, o meglio nella tensione ad esso in un tentativo continuo di trovare una nuova alfabetizzazione dei corpi nel relazionarsi. Abbiamo lavorato sull’attrazione e la repulsione, la mutua dipendenza, la contrattualizzazione di nuove regole di relazione, cercando di evocare la frattura fra il desiderio atavico di stare a contatto con gli altri e la comoda e abituale frequentazione di comunità virtuali, che ci appagano in un finto senso di partecipazione.

Il lavoro sui corpi, fortemente influenzato dalle mie esperienze con le coreografe Alessandra e Antonella Sini (Sistemi dinamici altamente instabili) e Simona Lobefaro, attiva uno scambio "sottile", invisibile e profondo fra i movers e il pubblico.
La danza, mentre rinnova in scena le premesse della ricerca attraverso la composizione instantanea, aprendosi all'imprevisto, all'errore, alla fragilità e alla relazione con gli elementi esterni, genera uno "spazio materico", una ragnatela invisibile e osmotica che comprende il pubblico con cui entra in relazione.

 

Lorenzo Giansante

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